Si è svolto a Bolzano, presso Eurac Research, il secondo evento nazionale della rete “Italian Research Managers”, dedicato al tema del crescente impatto dei Research Manager (RMA) nei diversi ambiti della ricerca. L’iniziativa si è inserita nel più ampio contesto delle politiche europee per la ricerca, con un richiamo all’European Research Area (ERA) e all’azione specifica dedicata al Research Management, a conferma della crescente attenzione istituzionale verso questa figura professionale.
L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di confronto e consolidamento per la comunità italiana degli RMA, riunendo oltre 100 professionisti provenienti da università, enti di ricerca e organizzazioni pubbliche e private.
L’evento ha offerto un ricco programma di interventi istituzionali, tavole rotonde e workshop, con l’obiettivo di sviluppare una visione condivisa sul ruolo strategico dei Research Manager e sulle sfide future della professione. Il programma si è articolato in due giornate complementari, la prima dedicata alla dimensione strategica e istituzionale del research management e la seconda focalizzata su workshop tematici e sullo sviluppo di competenze trasversali emergenti.
Particolare attenzione è stata dedicata al contributo degli RMA nel rafforzare la qualità e l’impatto della ricerca, nonché alla loro crescente rilevanza nei processi organizzativi e decisionali delle istituzioni.
Le sessioni hanno favorito un dialogo aperto tra stakeholder diversi, evidenziando come il research management rappresenti oggi un elemento chiave per sostenere l’eccellenza scientifica, facilitare l’accesso ai finanziamenti e promuovere collaborazioni interdisciplinari e internazionali. Il confronto ha coinvolto attori a diversi livelli – inclusi rappresentanti della Commissione Europea, dirigenti universitari, ricercatori ed enti territoriali – rafforzando la dimensione multi-stakeholder del research management.
Il Direttore Sparber (Istituto delle Energie Rinnovabili di EURAC) il Direttore Generale Pellacani (Università di Trento) hanno arricchito il dibattito attraverso la prospettiva della governance e delle direzioni apicali, evidenziando come il Research Management sia oggi un pilastro fondamentale dell’assetto istituzionale. I loro interventi hanno sottolineato la necessità di una visione sistemica per guidare il cambiamento, trasformando le sfide organizzative in opportunità strategiche per il posizionamento degli atenei e degli enti di ricerca nel panorama internazionale.
I workshop tematici, con l’intervento del Prof. Frontoni e della Prof.sa Bassetti, hanno approfondito competenze emergenti, come l’uso responsabile dell’intelligenza artificiale e la gestione della complessità nei contesti di ricerca sempre più interconnessi.
In particolare, il workshop dedicato all’intelligenza artificiale ha esplorato il contributo degli strumenti di AI lungo l’intero ciclo di vita del progetto, dalla fase di ideazione alla scrittura della proposta, fino alla gestione e rendicontazione, evidenziandone il valore operativo ma anche i limiti e le implicazioni etiche. La sessione relativa alla complessità dei contesti ha esplorato il ruolo dell’RMA come mediatore culturale in ambienti inter-organizzativi complessi: attraverso scenari pratici, è emersa l’importanza di facilitare il lavoro collettivo e la comprensione reciproca tra diverse “comunità di pratica” per gestire possibili incompatibilità normative e operative.
Valentina Romano e Mirella Collini, coordinatrici della rete Italianresearchmanager hanno illustrato le finalità del network italiano ed evidenziato le raccomandazioni del White Paper sulla professionalizzazione dei research manager rivolte a policy maker, a leader delle istituzioni di ricerca e alla comunità stessa dei reseach manager.
Il contributo dei relatori della Tavola Rotonda, Chiara Biglia, Ciro Franco, Martha Garber, Dario Pellizzon e Tanja Mimmo, ha permesso di animare un autentico confronto tra pari, mettendo a sistema le diverse sensibilità di chi opera quotidianamente nel Research Management. Attraverso questo dialogo aperto tra università, enti di ricerca e partner pubblici e privati, è emerso con forza come la condivisione di buone pratiche e il riconoscimento reciproco delle competenze siano le basi per costruire una comunità professionale sempre più coesa e pronta a sostenere l’eccellenza scientifica nazionale.
Un momento particolarmente significativo dell’evento è stato rappresentato dalla Poster Session, che ha visto la presentazione di numerosi contributi di grande interesse, capaci di raccontare esperienze, strumenti innovativi e buone pratiche sviluppate all’interno delle diverse realtà istituzionali. La qualità e la varietà dei poster hanno evidenziato la vivacità e il dinamismo della comunità RMA in Italia, contribuendo a stimolare nuove idee e possibili collaborazioni.
La Poster Challenge ha costituito un’occasione di valorizzazione del lavoro dei partecipanti, culminata nella premiazione dei migliori contributi selezionati sia dalla giuria sia dal pubblico. Il primo e secondo premio, assegnati dal pubblico e dalla giuria, sono andati ai poster “From Fragmentation to Community: Building a Research Management Community at Ca’ Foscari” e “The RMA at UniTrento: Architects of Research, Connectors of the Future”, riconosciuti per la rilevanza, la chiarezza e l’impatto delle proposte presentate.
L’elevata partecipazione e il livello delle discussioni confermano il crescente riconoscimento del ruolo dei Research Manager nel sistema della ricerca italiana. L’iniziativa si inserisce inoltre in un percorso più ampio volto a rafforzare il riconoscimento della professione del Research Manager a livello nazionale, promuovendo una maggiore strutturazione della comunità e lo sviluppo di competenze condivise.
L’evento ha rappresentato un ulteriore passo avanti nel rafforzamento della rete “Italian Research Managers”, consolidando una comunità sempre più coesa, consapevole e orientata allo sviluppo di pratiche condivise e innovative. In questa prospettiva, la rete è chiamata a svolgere un ruolo sempre più strategico nel supportare l’evoluzione del research management in Italia, in dialogo con le dinamiche europee e internazionali.

